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Professione e professionalità

- Come lavorare nel campo della Pedagogia auxologica

 

- Educatore extrascolastico. Operare con bambini iperattivi ed autistici

 Vorrei lavorare nel settore della Pedagogia auxologica e ho conseguito un diploma di dirigente di comunità, sono interessata a conoscere il percoso formativo e gli sbocchi lavorativi effettivi.
 Grazie, Gloria 

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Salve Gloria,
da circa 8 anni mi occupo di pedagogia auxologica, interesse scaturito dall'elaborazione della mia tesi di Laurea, su: Obesità Infantile, e da allora ho cercato in tutti i modi di approfondire questa tematica, sia attraverso la frequenza di corsi, seminari, sia toccando con mano ed attivandomi per applicare i principi della pedagogia auxologica nella lotta alla prevenzione dell'Obesità Infantile. Per quanto riguarda gli sbocchi professionali sono numerosi: scuola, ospedali, pediatri, centri per il trattamento dei Disturbi alimentari, ma, purtroppo, ancora oggi l'Obesità non è vista come una vera e propria malattia, quindi  non c'è una reale ed effettiva richiesta professionale. Ma se hai voglia, grinta e credi in ciò, tocca a te spianarti la strada, farti conoscere, con progetti, attività, proposte...
Le soddisfazioni prima o poi verranno, se ci si Crede.
 
Ti suggerisco di iscriverti al corso: "EDUCAZIONE ALIMENTARE  e PEDAGOGIA AUXOLOGICA" ( per info e iscrizioni : consulentefamiliare@yahoo.it )  
Saluti.
Dott.ssa Maria Grazia Mandirà

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Salve, per il mio lavoro di educatore extrascolastico avrei bisogno di suggerimenti sugli strumenti da utilizzare con bambini e ragazzi iperattivi ed autistici.

Grazie.
Gilda D'Apice

Risposta


Salve Gilda,
le tipologie di disturbo e disabilità di cui si occupa sono agli antipodi, ma posso indicarle, comunque, attività e metodologie utili per il suo lavoro. Premesso che ogni bambino o ragazzo è unico, dovrà attuare dei percorsi individualizzati che tengano conto delle risorse, dei limiti e delle capacità di ciascuno. Non specifica se svolge il suo lavoro come educatore extrascolastico domiciliare, con singoli oppure all'interno di comunità, strutture e con gruppi. Le attività extrascolastiche, comunque, devono essere in relazione a quelle eseguite a scuola, in modo da creare un raccordo tra extrascuola e scuola. In ogni caso si può operare in ambiente ludico tenendo conto dell'età, del tipo di disabilità o disturbo e dei mezzi e degli strumenti a disposizione. 
Per quanto riguarda i bambini iperattivi potrà proporre attività psicomotorie con l'utilizzo di percorsi musicali per il rilassamento corporeo. Per i ragazzi autistici potrà proporre l'uso di linguaggi non verbali per inserirli gradualmente in un circuito comunicativo e di socializzazione. Per questi ultimi è utile "sfruttare" le stereotipie per creare da queste attività ad hoc, per esempio, ci sono bambini che amano riproporre suoni simili a cantilene(giochi musicali), oppure altri che manipolano piccoli oggetti (giochi di motricità fine). Per i ragazzi di cui scrive sia autistici che iperattivi, potrà proporre attività di: psicomotricità, musicali, teatrali (mimica per chi non possiede determinate abilità), ippoterapia, pet therapy, sicuramente adeguate ed utili, con gli opportuni adattamenti ai percorsi individualizzati che creerà per ciascuno.
                                 
                                                                                                                                 Cordialmente
                                                                                                                             Dott.ssa Selene Grimaudo

13/09/2013 12:01
Studio di consulenza familiare

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