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Il Pediatra risponde

Rubrica a cura dei dottori Fabio Capello e  Isabella Delogu - Pediatri

Tanti dubbi e tante risposte...

 
 
Gentili Dottori,
desideravo sapere quando si può definire un bambino obeso? Mio figlio pesa 48 Kg ed ha 9 anni. Il bambino mangia volentieri, ma ho paura che continuando così avrà dei problemi. Penso che crescendo e aumentando di statura il peso si distribuirà. Ho proposto di fare una dieta, ma non vuole. Mi preoccupo inutilmente  o la mia preoccupazione è giusta?
Vi ringrazio per quello che mi risponderete.
 Elisa
 
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Cara Elisa,
 
Per stabilire se un bambino è obeso, bisogna prendere in considerazione alcuni valori come peso e altezza e confrontarli con delle tabelle di crescita. Indicativamente si parla di obesità quando si ha un eccesso del 20% rispetto al peso ideale.Tieni conto che un bambino di 9 anni dovrebbe pesare sui 30 Kg. E’ possibile che crescendo il peso si adegui all’altezza, ma se c’è un problema di alimentazione alla base, le cattive abitudini a tavola si manterranno anche durante la crescita, e il peso continuerà ad aumentare di conseguenza.L’obesità è uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari nell’età adulta. Inoltre è spesso fonte di disagio psicologico durante l’adolescenza, quando il bambino inizia a confrontarsi con i suoi amici e con le prime amichette.Purtroppo un bambino che raggiunge l’adolescenza da obeso ha maggiore difficoltà nel tempo a perdere i chili di troppo.E’ quindi importante prendersi cura di lui quando è ancora piccolo.La cosa fondamentale è non far vedere la dieta al bambino come un sacrificio. Non aver paura ad affidarti a un esperto: è importante infatti che tuo figlio assuma gli alimenti nel giusto equilibrio e nelle quantità corrette. Un buon nutrizionista inoltre sa consigliarti su come rendere la dieta più appetitosa e facile da seguire.Ricorda inoltre che spesso i bambini mangiano per noia. Insieme alla dieta, che deve essere divertente e fantasiosa, proponi al tuo bambino attività che lo tengano impegnato durante la giornata. Lo sport da questo punto di vista è un ottimo alleato, perché offre la possibilità di svolgere attività fisica, importante per la salute del bambino, di divertirsi e di socializzare.
 
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Mia figlia di 12 anni si lamenta ultimamente del fatto che le fanno male le gambe. Il pediatra le ha fatto fare le analisi del sangue per il reuma test, ma non c'è nulla, dice che potrebbe essere legato allo sviluppo. Che significa?
Lucia da Catania
 
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Cara Lucia,
 
Capita spesso durante la crescita che i bambini provino dolore alle gambe. Si tratta in genere di un dolore che colpisce entrambe le gambe, che si presenta saltuariamente, che in genere compare la sera, e che non interessa le articolazioni. In realtà non esiste una vera spiegazione medica a questo fenomeno. E’ possibile che esso sia legato a diversi fattori, come l’attività fisica, il sovrappeso o la posizione scorretta durante lo studio, che nel tempo possono causare disturbi a livello muscolo-scheletrico.Per attenuare il dolore possono essere utili i massaggi, l’applicazione di una borsa di acqua calda, o nel caso di un dolore più importante l’uso di antidolorifici come il paracetamolo (Tachipirina, Efferalgan, Acetamol, etc.).I dolori alle gambe tuttavia possono avere diversi significati, ed è importante cercare di capire meglio quali strutture possono essere interessate (articolazioni, ossa, tendini, muscoli). E’ infatti necessario escludere la presenza di infiammazioni o di infezioni che potrebbero richiedere accertamenti maggiori, oppure di quei piccoli disturbi, come il piede piatto o il ginocchio varo, che possono per via indiretta essere causa di dolore. In genere comunque una visita accurata è sufficiente a escludere questi problemi.
 
 
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Ho una bambina di 10 anni e non ricordo ( a parte la parotite) che abbia avuto altre malattie esantematiche. Ha fatto i vaccini previsti. C'è qualche esame per sapere quali malattie ha avuto, o anche se le ha avute in forma leggera e sono sfuggite? Scusatemi, magari sembro distratta, ma essendo mia figlia una femminuccia mi preoccupo per la rosolia.
Grazie tante,
 Maria Luisa.
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Cara Maria Luisa,
 
E’ possibile capire quali malattie abbia avuto la tua bambina con un semplice prelievo del sangue. Il TORCH, eseguito anche dalle donne in attesa, è costituito da una serie di esami che sono in grado di stabilire se una persona è affetta o se è in passato è stata affetta da alcune malattie molto comuni nell’infanzia (Citomegalovirus, Toxoplasmosi, Herpes e Rosolia) e che possono dare dei problemi se contratte in gravidanza.Per tutti i bambini, comunque, oltre ai vaccini obbligatori, sono previsti altri vaccini detti facoltativi o consigliati, tra i quali quello per Morbillo-Parotite-Rosolia, che in genere viene effettuato al 15° mese di vita. Controlla se la tua bambina è vaccinata per queste malattie e, in caso negativo, parla con il tuo pediatra sulla possibilità di effettuare questa vaccinazione adesso che la bambina è più grande.
 
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 Roberto ha due anni e mi crea molti problemi al momento della pappa, non vuole mangiare e spesso fa i capricci. Ho provato a rendere "interessante" il cibo, ma non so più che fare. AIUTATEMI!
Simona
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Cara Simona,
 
L’alimentazione del proprio bimbo è spesso la fonte di preoccupazione più grande per le mamme, ma non sempre queste preoccupazioni sono giustificate. A volte i genitori valutano la quantità di cibo introdotta dai propri bimbi secondo il loro giudizio di adulti, là dove i bambini hanno esigenze nutrizionali differenti.Il criterio più importante per stabilire se il tuo bambino mangia in modo adeguato è vedere se sta crescendo nella maniera dovuta. Il compito del pediatra in questa fase è valutare tramite apposite curve se l’accrescimento è appropriato all’età. In caso contrario deve essere il medico a stabilire quali accertamenti effettuare e quali provvedimenti intraprendere.La vera inappetenza nei bambini è meno frequente di quello che si crede, e difficilmente è presente nei bambini sani. Il bambino anzi ha una buona capacità di autoregolazione, e forzare il suo appetito con l’uso di farmaci è in linea di principio sbagliato.Ricorda comunque sempre la regola più importante: i bambini avvertono l’ansia nei genitori, e se il momento del mangiare diventa fonte di stress e di preoccupazione è verosimile che tuo figlio reagisca in modo negativo ai momenti del pasto.Potrebbe essere utile provare a compilare un piccolo diario in cui annoti tutto quello che Roberto mangia durante la giornata, insieme alle sue abitudini durante i pasti (mangia da solo, insieme alla mamma e al papà, con la televisione accesa, fa spuntini durante la giornata?). Questo potrebbe aiutare te e il tuo pediatra a capire meglio se le calorie assunte durante il giorno sono sufficienti per la sua età.
 

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Sono una  mamma di 27 anni, ho appena avuto il mio primo bambino e a parte il primo periodo devo dire "un pò traumatico" adesso va meglio. Malgrado i corsi di preparazione al parto con l'organizzazione del corredino, gli aspetti relativi ai primi giorni, cosa fare e cosa non fare, mi sono trovata impreparata a questo evento sconvolgente e bellissimo di avere Marco il mio bambino. Mi ritrovo da sola durante il giorno con lui, mio marito lavora e quindi lo vedo poco e a volte piango... Marco ha due mesi e mi piacerebbe portalo fuori per qualche passeggiata durante il giorno, ma in questi giorni così freddi e lui così piccolo, ho paura per le uscite, non vorrei prendesse qualche brutta influenza. Esco raramente e con l'auto insieme a lui, per andare da mia madre o dal pediatra. Mi piacerebbe qualche passeggiata al parco, cosa mi consigliate aspetto la primavera, oppure posso farlo uscire? E se prende l'influenza? Non sarà troppo piccolo? Che faccio?

Grazie.

Martina (Genova)

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Cara Martina,

ricorda, mai farsi prendere dal panico e dalla disperazione! Il piccolo riesce ad avvertire ogni tuo stato d’animo, quindi la cosa migliore è cercare di mantenere la serenità. Non dimenticare: segui sempre “il buon senso” e, con le giuste indicazioni del pediatra, risolverai volta per volta ogni problema ti si porrà davanti. Sarebbe sbagliato tenere il tuo bimbo sempre confinato all’interno di un appartamento. È importante che nelle ore più calde d’inverno e fresche d’estate possa fare una bella passeggiata. Quindi, anche se ha solo due mesi, lascia che in questo periodo invernale goda anche lui del calore del sole di fine mattinata o del primo pomeriggio. Ricorda infatti che il sole aiuta nel prevenire il rachitismo e nel metabolismo della vitamina D. Con i giusti accorgimenti, una cuffietta, la copertina, il tuo bimbo sarà pronto!

13/03/2010 16:13
Studio di consulenza familiare

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