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ADHD - Disturbo da Deficit dell’Attenzione ed Iperattività

ADHD. Bambini troppo vivaci

Dottoressa, ho seguito di recente un suo intervento, peraltro molto interessante, in un convegno svoltosi ad Alcamo. Mi permetto di inviarLe questa e-mail per chiedere una sua consulenza in merito ad un problema che mio figlio presenta. Davide è un bambino molto vivace, ha otto anni, si muove in continuazione… ma le sue maestre mi dicono sin dalla prima elementare che c’è qualcosa che non va: non si applica, è distratto, parla sempre, disturba i compagni e sbaglia nei compiti. Io non ho mai dato peso a quello che dicevano, in quanto da piccolo anch’io ero così, ma poi con il tempo sono cambiato. Intanto Davide non va bene a scuola e adesso in effetti penso anch’io che bisogna prestare attenzione a questo suo problema. Cosa devo fare? Desidererei una risposta in privato, ma capisco che magari il problema di Davide potrebbe interessare anche altri bambini e la sua risposta potrebbe aiutare anche altri genitori, quindi nel pubblicare la mail, la pregherei di omettere  il mio nome.

 La ringrazio.

 

Lettera firmata

 

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RISPOSTA

 

Signor ……….. (rispetto la sua volontà di anonimato), mi fa piacere che il mio contributo sul “disagio giovanile e la devianza minorile” sia stato per lei interessante e spero che le abbia fornito qualche informazione in più da poter utilizzare nella difficile ”Professione di genitore”. Capisco perfettamente la sua volontà di approfondire e attenzionare con un opportuno intervento le difficoltà di Davide e comprendo anche la sua reticenza nel voler affrontare il problema (reticenza comune a molti genitori). Quello che mi scrive è poco per poter dare una corretta definizione su ciò che il suo bambino potrebbe palesare; un professionista attento non può fare una affermazione corretta se prima non valuta diversi elementi scaturiti da: osservazione psicopedagogica del bambino nelle varie aree e negli ambiti disciplinari, con la proposta di attività da svolgere, schede da compilare; osservazione del contesto familiare; somministrazione di batterie di prove e specifici  test; consultazione di materiale prodotto dal bambino(quaderni); colloqui con insegnanti e genitori. Quanto elencato fa parte di un percorso necessario di consulenza psicopedagogica alla fine del quale si può stabilire quali sono le difficoltà del bambino.  Posso darle, invece, un input che può prendere come un punto di partenza; quanto da lei esposto è ascrivibile ad un disturbo chiamato con un acronimo inglese ADHD che indica un Disturbo dell’Attenzione ed un disordine dell’Iperattività e dell’impulsività. Questi bambini sono vivaci, hanno mille idee che però non riescono ad organizzare né mentalmente, né praticamente. L' immaginazione esuberante, non controllata, diventa fonte di disagio perché incapaci non solo di ordinare le idee, ma anche di comunicarle e farle condividere ad altri. La comunicazione diventa allora difficile e porta il bambino inevitabilmente alla solitudine, benché estroso e vivace, così è incapace di concentrazione e non ricorda gli argomenti trattati. Gli aspetti del disturbo sono fondamentalmente due: mancanza d'attenzione e iperattività. Il primo aspetto si manifesta nelle attività scolastiche, nei giochi e in tutte le attività di relazione quotidiane e si può riassumere come una incapacità di concentrazione che spesso viene scambiata per distrazione o svogliatezza. Il secondo aspetto, invece, è caratterizzato da una specie di continua agitazione: il bimbo fatica a stare fermo e seduto oppure si muove freneticamente col rischio di farsi del male o ancora, interrompe i suoi discorsi a metà. Insomma, succede che secondo il parere degli insegnanti: "il bimbo è intelligente, ma non si applica a sufficienza" oppure: "il bimbo è troppo vivace e disturba i compagni ". Per iperattività di un bambino si intende nel linguaggio comune, un bambino che è costantemente in movimento, non riesce a stare fermo, picchietta con le dita, dondola o scalcia con le gambe per lungo tempo, in genere è un po’ aggressivo con i compagni, tende a spintonarli, parla quando non tocca a lui e generalmente tutto ciò che si trova tra le mani diviene oggetto o ludico o d’attenzione e dunque disattenzione al resto.  Ho seguito diversi bambini "Iperattivi" e grazie all'utilizzo della musicoterapia e del rilassamento corporeo, insieme a dei percorsi pedagogici adeguati, sono riusciti a migliorare l'iperattività e a concentrarsi maggiormente nelle attività scolastiche ottenendo buoni risultati.
Spero di esserle stata d’aiuto e di avere fornito delle indicazioni adeguate alle esigenze di Davide ed alle sue.

Cordialmente

Dott.ssa Selene Grimaudo

22/06/2012 15:35
Studio di consulenza familiare

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